
L’argomentazione di Hartvick, basata su una presunta discrepanza tra il target di GTA VI e quello della Switch 2, è comprensibile, ma si ferma a un’analisi puramente speculativa. Il fatto che Rockstar Games abbia pubblicato “Grand Theft Auto VI: The Album” – un progetto musicale focalizzato sulle atmosfere di Vice City e Leonida – suggerisce una deliberata volontà di ampliare il bacino di utenza, puntando su canoni iconici della saga anche al di fuori dei soli giocatori hardcore. La sua affermazione riguardo a una “sfida” nel raggiungere i 60fps, specialmente considerando le ambizioni del titolo in termini di open world e la capacità dimostrata da titoli recenti come Cyberpunk 2077 di ottimizzarsi su hardware meno potente, appare un’iperbole. Il cloud gaming come alternativa, come suggerito dall'ex sviluppatore, è una strada plausibile, ma non risolve il problema fondamentale della distribuzione su piattaforme diverse: l'investimento in infrastrutture per supportare un titolo open world di quelle dimensioni, soprattutto se destinato a un pubblico più ampio
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