Zelnick (Take-Two): “Non escludiamo” GTA VI su Disco, ma Difende la Strategia Digitale

La cosa che mi inquieta di più è questa retorica sull'efficienza della distribuzione digitale. “Non hanno davvero senso per il consumatore”, dice Zelnick. Ma un consumatore tipo GTA, quello che scarica ogni nuova espansione e mod entro poche settimane, è proprio questo: un consumatore abituato a ricevere contenuti immediatamente, senza filtri. Il fatto che la maggior parte delle vendite sia digitale non significa che i dischi siano inutili; semplicemente, il modello di business ha cambiato le carte in tavola, e Rockstar sta reagendo. La decisione di limitare il riscattamento del codice su disco per le edizioni giapponesi, come riportato nell'articolo, è una mossa calcolata e, onestamente, mi sembra un’ammissione implicita che forse la strategia digitale non ha funzionato così bene come speravano. Il 170 giorni? Un tempo brevissimo, soprattutto se consideriamo l'hype attorno al gioco. Mi convince poco che questo sia un errore isolato; se avessero avuto più fiducia nella versione fisica, non ci sarebbero state queste restrizioni. La frase di Houser sull'evoluzione del mercato e la sostenibilità del digitale è condivisibile, ma mi sembra quasi una scusa per allontanarsi da un modello tradizionale che ha sempre rappresentato il cuore dell’esperienza GTA. E poi, questo paragone con il vinile… non è esattamente paragonabile. Il vinile ha un valore intrinseco, legato alla collezionismo e al rituale d'ascolto, cose che non si applicano a un videogioco.
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